PROGETTARE IL RISPARMIO ENERGETICO 
del giorno 23/06/12 pagina 1 di 20:
Nel corso della mia avventura professionale, ho conosciuto diversi settori dell'edilizia, ma il denominatore comune è sempre stato il risparmio e l'ottimizzazione delle risorse energetiche.
Il primo settore che ho avuto modo di conoscere è stato il teleriscaldamento, perché l'azienda che conducevo in società con mio fratello, si occupava di fare gli scavi per l'alloggiamento dei tubi che portano l'acqua calda alle utenze e il ripristino finale.
Il secondo settore che ho potuto approfondire molto è stato il settore della rivendita di materiali edili.
Curando il magazzino di cui avevo rilevato il 50% delle quote, ho avuto modo di conoscere i pregi ed i difetti dei prodotti e delle società che li producevano.
In alcuni casi, nonostante il prodotto fosse ottimo, il produttore era un partner non affidabile e per tale motivo, a mio malgrado, ero obbligato a non consigliare più questa tipologia di prodotto.
Il terzo settore che ho curato e stato l'isolamento per esterno ed interno con la soluzione a "cappotto".
Questa tecnologia mi ha subito affascinato, perché con questo tipologia di intervento riesco ad avere due opportunità di migliorare la mia attuale situazione di comfort abitativo e qui di seguito cerco di spiegare meglio il motivo.
Le costruzioni che formano il patrimonio edilizio italiano e non, sono state edificate in diverse epoche, ma la grande maggioranza e stata edificata nel corso degli ultimi 50 anni.
Questo periodo è stato flagellato da alcune delle più forti crisi energetiche della storia, tra le quali la crisi degli anni 70 http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_energetica_(1973), durante la quale, come mi raccontano i miei genitori, la domenica si faceva rigorosamente a piedi o in bicicletta per via della carenza di combustibili.
Ma nonostante questo abbiamo anche visto periodi che, come mi racconta sempre mio papà, il pieno alle cisterne di gasolio costava relativamente poco, questo falso mito del basso costo delle energie fossili a generato i nostri problemi.
Per tale motivo le costruzioni sono state costruite con un sistema che prevede ancora attualmente uno scheletro in cemento armato, formato da solette e pilatri.

Le pareti esterne degli immobili, venivano realizzate facendo un primo muro con dei mattoni forati, una spruzzata di cemento all'interno, un foglio di lana di roccia da 3 centimetri appesa con dei chiodini e il tavolato interno.
In alcuni casi nel corso degli anni, per far "apprezzare" meglio l'alloggio, è capitato che alcuni buontemponi durante le ristrutturazioni togliessero la parete interna per guadagnare dello spazio in più.
Mi ricordo un cantiere che, durante un sopralluogo fatto nelle prime ore del mattino con sole radente al suolo e diretto sulle pareti, dall'interno si potevano contare i mattoni della parete della stanza da letto.
In altri casi, con il passare del tempo la struttura dell'isolante si è strappata nella zona dove i chiodini la tenevano appesa e adesso l'isolamento si è ammassato tutto nella parte bassa del muro.
La tecnologi degli impianti di riscaldamento era molto semplice, perché si componeva di un generatore di calore che scaldava una massa d'acqua (il principio e quello della pentola sul fuoco), la quale veniva portata in giro per la casa da tubazioni in ferro non isolate.

Il sistema radiante è composto da una serie di elementi in ghisa o alluminio che si vedono ancora in moltissime case, i quali cedono nell'ambiente il calore nelle varie stanze.
Il numero degli elementi veniva calcolato con il metodo "meglio abbondare che...".
Questo sistema a cappotto, mi permette di  coniugare il risparmio di energia necessaria per la climatizzazione, con la normale manutenzione che deve essere fatta all'involucro dell'immobile,  altrimenti gli agenti atmosferici mi deteriorerebbero lo strato di intonaco esterno ravvivando ed in alcuni casi facendo delle migliorie estetiche all'immobile con il colore.
Per concludere con i vari settori che ho avuto modo di approfondire, attualmente sto seguendo la progettazione, la realizzazione e la gestione di generatori di energie alternative come il fotovoltaico, l'idroelettrico, il mini eolico e i sistemi a biomassa.
Questa prima parte mi è sembrata doverosa per far emergere le mie esperienze sul campo che ho maturato del tempo.
Nel corso degli altri appuntamenti, vorrei portare queste mie esperienze a servizio di chi come il sottoscritto, crede che facendo girare il cervello e cercando informazioni, anche chi non ha molta esperienza in un campo specifico, possa fare cose utili per se stesso e per il pianeta.
La mia riflessione del giorno vuole sintetizzarsi in una battuta:
se non tappo i buchi del secchiello e inutile versarci l'acqua dentro per contenerla 
                                 
Grazie per l'attenzione che mi avete dedicato e buon proseguimento a tutti.
Post curato da Sergio Milano.


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